«non esiste cultura che non si incarni in esperienze, in luoghi concreti di incontri e connessioni»

Ri-conoscersi è essenziale: senza cultura non esiste vita sociale.
Solo il bene-cultura non produce invidia.
Le espressioni culturali libere vengono dalla società, ma hanno bisogno di sostegno dalla politica.
La coesione sociale è minacciata dalla parcellizzazione e dalle infinite deleghe delle conoscenze.
Piú ci si specializza piú si è pericolosamente ignoranti del tutto.
Il linguaggio si è contratto a vantaggio di settori e sette sempre piú isolati gli uni dagli altri.
Sul bene comune procediamo a tentoni, concentrati sui particolari, ciechi che guidano ciechi.
Oggi la cultura umanistica è denigrata, ma la cura della parola generale dovrebbe essere difesa.
La cultura umanistica deve essere anche scientifica, visione di insieme.
Non esiste cultura che non si incarni in esperienze, in luoghi concreti di incontri e connessioni.

Gustavo Zagrebelsky, lectio magistralis al Festival dell’Educazione (Torino, 13 novembre 2015)