«chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara»

Come dice un proverbio giapponese molto caro a Bruno Munari e Gianfranco Zavalloni: «Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara».

Il nostro approccio risulta maggiormente efficace dell’impostazione vigente nella scuola italiana.
Lo è come facilmente deducibile nel campo d’esperienza corpo e movimento perché lo spazio aperto rispetto a un’aula stimola di più lo sviluppo del corpo e dei suoi cinque sensi.
Lo è in quello della conoscenza del mondo perché pensiamo che sia meglio entrare in un pollaio o in un orto per conoscere la provenienza di un uovo e di un pomodoro piuttosto che sentirselo raccontare e perché per riconoscere il variare e le peculiarità delle stagioni sono più funzionali delle belle passeggiate rispetto ad un libro didattico dove colorare un albero spoglio autunnale o uno fiorito primaverile.
Lo è in quello denominato il sé e l’altro perché la costruzione della propria individualità passa attraverso esperienze ricche in cui il bambino possa mettersi in gioco e perché la socialità ha come presupposto fondamentale un ambiente sereno e una giusta vicinanza dell’educatore.
Lo è in quello Immagini, suoni e colori, legato alle esperienze artistiche perché l’ arte è strettamente legata alla bellezza ed il nostro paesaggio è sicuramente più stimolante rispetto a un’aula.
E lo è nei discorsi e nelle parole perché gli obiettivi legati a questo campo non possono essere svincolati da esperienze significative e da un ambiente in cui viene privilegiato l’ascolto.
Danilo Casertano, Paolo Mai & co.

http://www.associazionemanes.it/newsite/index.php/l-asilo-nel-bosco