fine di un anno non finito

Roberto Maragliano da più di dieci anni ci spiega come il digitale non sia una tecnica capitalista che cancella la socratica dell’insegnamento: qui su doppiozero (https://www.doppiozero.com/materiali/scuola-post-shock) ha scritto qualche giorno fa un pezzo lucido e ancora una volta avanzato che non si fa ingabbiare in ordinanze, e decreti, e circolari, e timori, e vocazioni a sedazione e controllo; grandi idee come sempre le sue: niente sarà più come prima perché la scuola chiusa ha reso tutto trasparente, dislocato; è ora di accettare di essere anfibi (testi + interazioni creative), connettendosi a tutti i saperi del mondo. È ora, anche, dico io, di arieggiare le stanze prima di soggiornarvi, fare soffiare un vento di energia, di fiducia, di divertimento che spazzi le croniche lagne dei miei colleghi prof, le comprensibili ma insensate proteste delle madri che scambiano spero per sbaglio la didattica digitale per alienazione dei loro piccini. Chiaro, la distanza ci ha tolto affettività corporale, ma ha aumentato esponenzialmente la compassione psichica, la confidenza tra i prof disponibili e ragazzini, tra prof e genitori! I ragazzi hanno capito che il problema non sono i prof, ma un impianto burocratico e segregante che dovremmo far saltare in aria il più possibile in questo momento di confusione ministeriale e dirigenziale.

https://www.doppiozero.com/materiali/9-scuola-fine-di-un-anno-non-finito

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo

Chiudi