«che siano loro stessi»

“No, non mi va che mia figlia si metta seduta a meditare, non è una buddhista. Queste pratiche pseudo-spirituali lasciano il tempo che trovano… Noi, in famiglia, non ci crediamo”: questa frase, formulata in diverse varianti, è un’obiezione che ci siamo sentite ripetere spesso dai genitori di fronte all’ipotesi di introdurre la meditazione nella vita dei loro figli.

Se, meditando, i vostri bambini diventano più sereni, più compassionevoli verso gli altri, più disposti al dialogo e all’ascolto, più ricettivi a sentirsi parte del tutto, non è forse un approccio positivo e migliore alla vita e alle sue sfide? Se riuscissero a  essere meno stressati, non ne sareste contenti? Se riuscissero a realizzarsi, a mostrare le loro capacità, a sviluppare appieno le loro potenzialità di essere umani, non ne gioireste? Che cosa desiderate per i vostri figli?

Noi, senza alcun dubbio, che siano felici. Che siano loro stessi.

Marina Panatero-Tea Pecunia, Giochiamo a rilassarci. La meditazione per calmare i bambini e renderli più attenti e creativi. Feltrinelli 2015

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