Categoria: educazione affettiva

fine di un anno non finito

Roberto Maragliano da più di dieci anni ci spiega come il digitale non sia una tecnica capitalista che cancella la socratica dell’insegnamento: qui su doppiozero (https://www.doppiozero.com/materiali/scuola-post-shock) ha scritto qualche giorno fa un pezzo lucido e ancora una volta avanzato che non si fa ingabbiare in ordinanze, e decreti, e circolari, e timori, e vocazioni a sedazione e controllo; grandi idee come sempre le sue: niente sarà più come prima perché la scuola chiusa ha reso tutto trasparente, dislocato; è ora di accettare di essere anfibi (testi + interazioni creative), connettendosi a tutti i saperi del mondo. È ora, anche, dico io, di arieggiare le stanze prima di soggiornarvi, fare soffiare un vento di energia, di fiducia, di divertimento che spazzi le croniche lagne dei miei colleghi prof, le comprensibili ma insensate proteste delle madri che scambiano spero per sbaglio la didattica digitale per alienazione dei loro piccini. Chiaro, la distanza ci ha tolto affettività corporale, ma ha aumentato esponenzialmente la compassione psichica, la confidenza tra i prof disponibili e ragazzini, tra prof e genitori! I ragazzi hanno capito che il problema non sono i prof, ma un impianto burocratico e segregante che dovremmo far saltare in aria il più possibile in questo momento di confusione ministeriale e dirigenziale.

https://www.doppiozero.com/materiali/9-scuola-fine-di-un-anno-non-finito

le ragazze del lockdown

La didattica digitale non ha fatto affatto male agli studenti: zero, assolutamente zero male; il lockdown ha fatto loro molto male per tutto il loro sviluppo psicologico e cognitivo! La didattica digitale invece ha rivelato loro che usare uno smartphone non è sapere usare le tecnologie, ma obbedire a pochissimi comandi per essere il meno possibile pensanti. Le Madri Eroiche, spossate da ore di collegamenti, consegna compiti in modalità diverse su piattaforme diverse, crollavano nel tardo pomeriggio sul letto a fissare il soffitto, mentre nelle cinque sei sette ore che restavano tra un pasto e l’altro, e prima della buonanotte quasi all’alba, i minorenni maschi dai 6 ai 14 anni decerebravano su games e games e games, e le minorenni dai 6 ai 14 anni decerebravano cantando e precocemente sculettando piuttosto svestite (immaginandosi piccole Ariana Grande e Charli XCX ) su TikTok; tutti in ignaro pericolosissimo contatto web con coetanei sconosciuti, adolescenti e adulti volgari.

https://www.doppiozero.com/materiali/8-le-formidabili-ragazze-del-lockdown

empatici egocentrici

Mi scrivono a qualsiasi ora del giorno (del loro giorno, quindi tra le 12 diurne e le 2 notturne), e io rispondo sempre a tutti all’istante. Scrivo “bravo!” e “brava!”, ad ogni ritrovarci in videolezione li faccio parlare, chiedo come stanno, saluto i genitori che passano dietro le loro spalle mentre fratellini e sorelline urlano nei mic che chiedo di chiudere dopo i saluti. G-Suite sta inoltre facendo progressi giorno per giorno: ora c’è l’estensione Greed, che ci permette di guardarci tutti insieme in mosaico come su Zoom (piattaforma colabrodo invece, dal punto di vista privacy, flagellata l’altra settimana da balordi che passavano i link delle videolezioni prenotate ad amici stronzi che facevano incursioni con cretinate, o – peggio – filmati porno); e da venerdì sono stati messi in protezione anche i link alle videoconferenze, ogni volta reimpostati per renderla più dura ai cyberbulli.

https://www.doppiozero.com/materiali/7-empatici-egocentrici

sognare la classe ai tempi del coronavirus

imparare l’amore

Parlare di sesso è ancora imbarazzante. Lo è tra padre e figlio, madre e figlia. Lo è un po’ meno tra adolescenti, ma se provi in classe a chiamare con il loro nome riproduzione, violenza sessuale, affetto, amore, i ragazzi dagli 11 ai 13 anni immediatamente si alterano e ridono, o si scandalizzano, o pensano che il prof sia un po’ strano, eccessivo, anormale. Se in una classe vado avanti, e avvio un dialogo, vedo che i ragazzini sono imbottiti di luoghi comuni, di poche informazioni “laiche”, di pochissimi attrezzi di comprensione e autonomia; le ragazze hanno già avuto le prime mestruazioni (menarca), i ragazzi le prime polluzioni e masturbazioni (spermarca), ma parlarne è tabù, una cosa insieme imbarazzante e sporca. Io comincio sempre dicendo che il sesso è del tutto naturale, perché tutti i presenti sono nati da un rapporto sessuale, da due persone molto o poco innamorate, ma veniamo tutti da lì.

https://www.doppiozero.com/materiali/sex-education-lezioni-di-metodo

i giorni del virus

Non li vedo e non li sento da dieci giorni. Mi sono riposato anche troppo. Ho passato ore e ore ogni giorno a cercare le fonti autentiche, scientifiche sul coronavirus. Quando le trovo le condivido sui gruppi WhatsApp e sulle mailing list dei colleghi. Con i colleghi sono rimasto in contatto. Ne ho anche visto qualcuno. Spesso scherziamo, a volte condividiamo soprattutto l’incertezza, e i rush di angoscia. Quando abbiamo capito che anche la nostra regione avrebbe chiuso i suoi edifici per due settimane consecutive qualche studentessa (il femminile non è casuale, perché i maschi per la chiusura stanno gongolando e rincoglionendo su videogiochi e smartphone, as usual) si è fatta finalmente viva, incorporea e muta.

https://www.doppiozero.com/materiali/6-chiusi-virus-messaggi-nella-rete

ma le donne preferiscono starsene da sole

Ma in realtà da 3.000 anni, da quando abbiamo le prime tracce di letteratura, musica, teatro, a parlare sono sempre stati solo gli uomini. Soltanto dall’Ottocento e dal Novecento piano piano le donne hanno cominciato a rivendicare il loro diritto ad essere non soltanto mogli, madri e domestiche. Oggi in Europa e America sono finalmente tante le donne pittrici, musiciste, drammaturghe, scrittrici, poetesse, fotografe. Le donne lavorano, sono sempre più in-dipendenti economicamente dalla famiglia e dal matrimonio e abbiamo finalmente anche una visione del mondo al femminile. Nella musica pop europea e americana ci sono davvero moltissime cantautrici (autrici della musica e della poesia per musica che cantano). E in Italia? In Italia abbiamo la legge sul divorzio e sull’aborto soltanto dagli anni Settanta, siamo indietro. Abbiamo avuto grandi cantanti ma le cantautrici sono aumentate solo negli ultimi tempi.

Quindi, cosa ne pensano loro dell’amore? L’amore che è stato cantato, scritto, recitato per tremila anni dai maschi? Quello che più sorprende è che le donne sanno fare a meno, dell’amore! Sanno stare da sole. Sanno stare in piedi senza un uomo a fianco. Sono stanche di millenni di servitù e paiono godersi giustamente una nuova era, dove a farsi strada nella vita e nel mondo non sono più solo i maschi.

https://padlet.com/danielemartino/martinosclassroom

né qui né là

A volte ammutolirei, per lo scoraggiamento. Ma zitto non posso stare. Tu, Mahmoud, torneresti? «No, no, neanch’io, siamo troppo poveri laggiù, non possiamo comprarci niente. Qui siamo poveri ma possiamo vestirci come gli altri, fare le cose che fanno gli altri». Mahmoud ha un iPhone 5, e fatico ogni mattina a fargli spegnere gli iPods lampeggianti con cui entra in classe. Rasha dice che le piace tornare d’estate nel villaggio originario dei suoi genitori, «perché ho tante sorelle, cugine, amiche, zie, nonni, tanta gente, e quando esco li incontro tutti e passo sempre una bella giornata. Qui posso uscire, il pomeriggio, ma dove vado? Devo studiare, e comunque da chi andrei? Non conosco nessuno, qui».

https://www.doppiozero.com/materiali/2-e-tu-torneresti-in-marocco

più intelligence che lezioni

Partire con una terza in Barriera è il peggio che ti possa capitare. In prima arrivano dalla primaria muti e terrorizzati in genere da maestre con il diploma magistrale in burn out a 35 anni: molte di loro urlano dalle 8.30 alle 16.30, incessantemente. I ragazzini sanno che la prima media è un altro universo, dove vanno e vengono professori piuttosto irraggiungibili, che cominciano a parlarti di miti greci, Ostrogoti e Bizantini, o di cose talvolta più comprensibili come i punti cardinali o la nascita dell’universo da un primordiale Big Bang, di cui la Terra era 200  milioni di anni fa un frammento infuocato, che girando nel vuoto poco a poco si è spento con un cerino agitato dalla mano. 

https://www.doppiozero.com/materiali/infiltrarsi-nellopposizione